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Hannah Aldridge è cresciuta sulle rive fangose di Muscle Shoals, la sua eredità è la musica e l’Alabama. In un costante confronto tra le sue origini del Sud e una vita trascorsa a cercare di crearsi un’identità al di fuori di esso, le sue canzoni trovano un delicato equilibrio tra ribellione e scoperta di sé. Questi due temi si intrecciano nel suo talento di narratrice, dando vita a dischi che sanno cullare come una ninna nanna e colpire come una frustata. Per chi è cresciuto nella Bible Belt, la musica di Aldridge suona come la voce di un vecchio amico che ti capisce. Per chi non la conosce, la sua musica è un’iniziazione al lato oscuro del Sud, al fondamentalismo cristiano e alla lotta per costruire un futuro in un luogo perseguitato dal proprio passato. Figlia della leggenda Walt Aldridge, Hannah ha iniziato il suo percorso musicale come pianista classica. Solo all’inizio dei vent’anni ha imbracciato per la prima volta una chitarra, usando la musica come valvola di sfogo per affrontare i propri demoni. Con una voce tanto ruvida quanto melodica, l’artista emergente si è messa in viaggio, conquistando l’attenzione del pubblico in dieci paesi e tre continenti con il suo acclamato album di debutto “Razor Wire”, l’eccellente seguito “Gold Rush” e il successivo “Live in Black and White”, un album live splendidamente registrato a Londra. Aldridge ha ampliato la sua visione artistica con l’ambizioso e cinematografico “Dream of America”, pubblicato nel 2023. Un progetto fortemente collaborativo, prodotto in tre angoli del mondo con il rinomato artista e produttore di Melbourne Lachlan Bryan, il produttore e ingegnere Damian Cafarella e l’ingegnere del suono Frans Hägglund. “Dream of America” osserva la realtà attraverso gli occhi di dive di Hollywood ormai sul viale del tramonto, psicopatici affascinanti e vagabondi stanchi, esplorando il lato oscuro della società con fosche e romantiche vignette. Le vocalizzazioni di Hannah, valorizzate dalla produzione vocale esperta del padre, trasmettono un messaggio catartico di sfida. L’energia indomita del Sud che permea Hannah Aldridge si sprigiona da ogni altoparlante, che sia in un cruscotto lanciato a 130 Km/h sulla I-65, in un rock club di Amsterdam o in un honky tonk della sua città adottiva, Nashville. “Dream of America” percorre il sottile confine tra il fascino accogliente dell’Americana e gli stili crudi, ipnotici e talvolta elettronici di ciò che alcuni potrebbero definire “noir indie pop”. È musica per chi vuole affrontare i propri demoni senza restarne incatenato. Con un affascinante equilibrio di potenza e vulnerabilità, Aldridge racconta le sue storie con la stessa convinzione di una campana che risuona nelle strade di una piccola città dell’Alabama.


